OSPITALITA ED ENOGASTRONOMIA

VINI DEL TERRITORIO

Il Sangiovese

Il Sangiovese

Il Sangiovese, vino “portabandiera” del territorio, viene prodotto in cinque tipologie (denominazioni): tre DOC e due IGT. Il colore di questo vino è un bel rosso rubino, con sentori di viola e di frutti rossi; al gusto si presenta asciutto, armonico e leggermente tannico, con retrogusto gradevolmente amarognolo.

E’ un vino semplice ma con una forte personalità, che si accompagna a tutte le “minestre” casalinghe (i primi piatti) condite con ragù di carne, agli arrosti misti e grigliati, ai classici “castrato” e “cosciotto d’agnello”,  selvaggina e cacciagione, nonché stracotti e brasati.

L'Albana

L'Albana

L’Albana è un vitigno a “bacca bianca”, primo vino bianco in Italia ad ottenere la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), nel 1987. Viene prodotto in cinque tipologie (denominazioni): quattro DOCG ed una DOC.

Può essere prodotto con uve del vitigno omonimo nei tipi : secco, dal sapore asciutto, caldo e armonico; dolce, dal sapore fruttato; amabile, con un sapore fruttato e dolce; passito: dal profumo intenso, sapore vellutato, gradevolmente amabile o dolce.

La variante “passito” rappresenta il vero fiore all’occhiello dell’enologia romagnola tanto che negli ultimi anni ha conquistato fama e notorietà ben oltre il territorio d’origine.

La Cagnina

La Cagnina

Anche se non può dirsi un “prodotto stagionale”, la Cagnina è un vino che dà il meglio di sé in gioventù, ovvero quando è fresco di vendemmia. Questo è dunque il periodo migliore per gustare uno dei vini più caratteristici e amati del territorio romagnolo.

Si parla di questo vino sin dall’epoca bizantina, quando i primi vitigni  a bacca rossa del “Refosco” arrivarono dall’Istria, localmente noto come “Terrano”; oggi, infatti, per ottenere la prestigiosa etichetta DOC, la Cagnina deve contenere uve di Terrano per (minimo) l’85%; inoltre, la vinificazione dell’autentica Cagnina di Romagna è consentita per legge soltanto nei distretti di Ravenna e Forlì-Cesena.

Il sapore è tannico e acidulo, stemperato però da un’insospettata e corposa dolcezza. Il retrogusto asprigno, quasi mordente, è forse la causa del nome: “cagnina”, ovvero “di cane che morde”, per descrivere il gusto che morde il palato (…o anche la testa, perché la Cagnina è un vino forte, robusto e intenso).

A tavola (temperatura di degustazione 10-12°), per tradizione si abbina alla ciambella casereccia, alle castagne e marroni arrostiti, a torte e crostate di frutta, tortelli dolci ripieni di confetture oppure con la “saba”.

FONTI :
www.consorziovinidiromagna.it/vini/cagnina/
www.romagnaatavola.it

Il Pagadebit

Il Pagadebit

Il Pagadebit si ottiene dall’uva Bombino Bianco vinificata in purezza oppure con l’aggiunta di altri vitigni fino a un massimo del 15%.  Questo vino è caratterizzato da un color giallo paglierino con sfumature tendenti al verde e da un profumo floreale in cui si riconosce con chiarezza il biancospino. Il sapore è asciutto, armonico, molto gradevole e delicato, con note di erbaceo e di floreale. Viene prodotto nelle tipologie secco e amabile, sia come vino fermo sia come vino frizzante.

Il nome di questo vino deriva dalla produttività e resistenza del vitigno del Bombino Bianco, che consentiva ai contadini di pagare i propri debiti anche nelle annate peggiori.

Dal 1988 ha la certificazione DOC.

Oggi il Pagadebit non ha più la storica funzione di “pagare i debiti”, ma si rivela un vino adatto ad ogni occasione e all’abbinamento con numerosi piatti e ricette. Si accompagna a minestroni, creme vellutate, paste e risotti a base di pesce e ai tradizionali “passatelli”. Con i secondi piatti, lo si gusta con le carni bianche, le grigliate di pesce, rane e lumache e frittate con verdure.

FONTE:
www.enotecaemiliaromagna.it

Il Trebbiano

Il Trebbiano

Il Trebbiano è un vitigno a “bacca bianca” che produce un vino leggero da consumarsi entro l’anno successivo alla vendemmia. A seconda delle località e dei sistemi di vinificazione, si possono ottenere da questo antico vitigno vini leggeri, delicatamente profumati, sapidi e da bere giovani, freschi di temperatura.

Il Trebbiano ha un colore giallo paglierino, più o meno intenso; il suo profumo ricorda sentori floreali, erbe e fiori di campo; il sapore è asciutto, secco, sapido e armonico. Il vino Trebbiano in Romagna viene prodotto in cinque tipologie (denominazioni): tre DOC e due IGT. In tavola si degusta come aperitivo, accompagnato da stuzzichini salati, si accosta gradevolmente agli antipasti leggeri e delicati ed alle insalate di mare. Lo si apprezza maggiormente con la tradizionale piadina romagnola con “squacquerone” e con tutti i formaggi freschi molli della Romagna.